Pensieri


 

Ho scelto di aderire al Servizio Civile in quanto lo vedo un motivo di miglioramento. Inoltre, mi dà la possibilità di arricchire il mio bagaglio di esperienza (lavorativa e non).
Il motivo per il quale ho scelto la fondazione ANT come progetto per partecipare al SCU, è stato perché, leggendolo, l’ho sentito a me vicino e ho pensato di poter partecipare senza trovare particolari difficoltà.

 


 

Ho scelto di fare il servizio civile poiché ritengo che sia un’opportunità di crescita, non solo personale, ma soprattutto professionale.
Questa esperienza, grazie alla fondazione ANT Italia Onlus, saprà insegnarmi l’importanza di garantire, ai pazienti oncologici, una vita dignitosa, in tranquillità.
Marika Palomba

 


 

Ho scelto volontariamente di aderire al servizio civile, poiché costituisce una rilevante possibilità di crescita personale e lavorativa, elementi indispensabili per l’evoluzione del nostro Paese.
In particolare, ho scelto la fondazione ANT per accrescere molteplici valori di vita, tra cui quelli di solidarietà ed utilità sociale, valori che mi consentiranno di fornire la migliore assistenza possibile ai pazienti oncologici.

 


 

Sono entrata nel salone. Le nonne erano tutte sedute intorno ai tavoli e i piccoli le ascoltavano. Una nonnina si è alzata in piedi, gesticolando affettuosamente.
Ho esitato un attimo … Chi voleva di noi? Stava salutando o stava chiamando?
Non capivo. Mi sono avvicinata e tutto mi è stato chiaro: la sua sedia toccava la parete, due poltrone, una a destra e l’altra a sinistra, le impedivano i movimenti; le
due vecchine che stavano sedute non potevano alzarsi.
Ho spostato lentamente la sedia occupata, ho offerto a Giuseppina le mie mani ed ella ha potuto avvicinarsi a me; mi ha guardata sorridendo ed ha esclamato: “Volevo darti
un bacio!”
Non la conoscevo, non mi conosceva.
L’ho abbracciata e la tenerezza del suo sguardo è penetrata nel mio cuore.
Mi sono sentita leggera e libera … come un aquilone.

 


 

Ero fermo, con Paola e i miei compagni, a guardare: una nonnina non riusciva a parlare, una era seduta su una sedia a rotelle, l’altra guardava nel vuoto e non si muoveva, un’altra ancora teneva la testa piegata.
Le mie gambe, allora, hanno incominciato a tremare. Non sentivo caldo, ma la mia fronte era bagnata di sudore, non riuscivo ad avvicinarmi a nessuna di loro, volevo solo andare via; ero come paralizzato ed ogni minuto che passava mi sembrava un’eternità.
Ho chiesto a Paola se potevo sedermi; ho chinato la testa, ho preso il mio volto tra le mani e ho aspettato in silenzio che tutto finisse: non sono abituato a vedere questa realtà!
Domenico

 


 

Una dolce immagine fa capolino nella mia mente: lì, tra il mormorio prepotente di
tante nonnine, spicca la mite figura di Domenica che sferruzza instancabilmente la mantella a scacchi … e l’intreccio di fili colorati, d’un tratto, si tramuta nella trama della sua vita. Il pulsare del suo cuore riluce in quello sguardo emozionato, nel quale scorre la pellicola ormai ingiallita del suo passato.
Poi, stille preziose sgorgano dai suoi occhi malinconici, stemperandosi in un tenero sorriso: “E’ la favola della mia vita!” mi dice e la magia di quel momento si ferma in un materno abbraccio.
Anna

 


 

Pasqualina era imbronciata e non voleva parlare con nessuno. Ripeteva continuamente, decisa e determinata: “Io non voglio raccontare niente di me e non voglio sapere niente degli altri… Io non voglio raccontare niente di me e non voglio sapere niente degli altri!”.
Siamo rimasti vicino a lei; le ho regalato un sorriso e le ho confessato: “A me piace stare con i bambini e vorrei diventare una maestra”.
Mi ha sorriso appena appena e pian piano mi ha sussurrato: “Anch’io ho avuto i bambini, ma erano più piccoli; li portavo al parco e li facevo giocare”.
Poi si è interrotta subito e ha ripreso con lo stesso ritornello: “A me non piace sapere i fatti degli altri e non voglio raccontare i fatti miei. Chi s’impiccia, rimane impicciato! Gli altri mi dicono che rido sempre e allora non rido più!”.
E la comunicazione si è interrotta lì!
Angela Maria

 


 

Tanti nonni abbiamo incontrato
che mille storie ci hanno raccontato,
mentre a carte li sfidavamo
e qualche imbroglio notavamo.
Al passato sono tornati
più che mai emozionati.
Con tanti abbiamo chiacchierato
e il loro mondo ci hanno svelato.
Quando Nicola il pittore faceva,
e tanti muri dipingeva,
in un giorno malcapitato
dall’impalcatura è cascato;
Marianna si pavoneggiava
mentre i suoi gioielli ci mostrava.
Diceva Michele che in porta stava
e che tanti goal lui parava;
intanto Pasqualina si ricordava
quando a scuola insegnava,
e poi Giovina ci diceva
che la guerra lei temeva;
la bella Flora sulla sedia a rotelle
al pianoforte ne suonava di belle.
Anche Sabina si divertiva
quando le pupe di pezza cuciva,
e infine Lucia ci ha svelato
che Padre Pio ha abbracciato.
I nonnini di questo progetto
di certo ci hanno dato tanto affetto,
rallegrando le nostre giornate
e arricchendoci con le storie passate.
I Canguri

 


 

Siamo volontarie del servizio civile dell’Auser nazionale (sede di Taranto), in cui abbiamo appreso diverse metodologie di comunicazione e di assistenza sociale, esprimendole attraverso attività di semplice ascolto dei vissuti dei soci e partecipazione all’organizzazione amministrativa dell’ufficio.
Il nostro percorso, iniziato all’insegna della curiosità, ci ha portato ad apprezzare l’operato dell’Auser che valorizza la personalità umana, curandone le diverse sfaccettature e previene le necessità derivanti da una società fragile e bisognosa di benevola assistenza.
Siamo orgogliose di poter condividere attivamente questo ideale e ringraziamo il SC per contribuire al nostro inserimento sociale e alla nostra crescita formativa.
Fabiana Lippo e Roberta Minosa

 


 

Ho scelto di aderire al Servizio Civile in quanto lo vedo un motivo di miglioramento. Inoltre, mi dˆ la possibilità di arricchire il mio bagaglio di esperienza (lavorativa e non).
Il motivo per il quale ho scelto la fondazione ANT come progetto per partecipare al SCU è stato perché, leggendolo, l’ho sentito a me vicino e ho pensato di poter partecipare senza trovare particolari difficoltà.
Lorenzo Semeraro

 


 

Ho scelto di fare il servizio civile poiché ritengo che sia un’opportunità di crescita, non solo personale, ma soprattutto professionale.
Questa esperienza, grazie alla fondazione ANT Italia Onlus, saprà insegnarmi l’importanza di garantire, ai pazienti oncologici, una vita dignitosa, in tranquillità
Marika Palomba

 


 

Ho scelto volontariamente di aderire al servizio civile, poiché costituisce una rilevante possibilità di crescita personale e lavorativa, elementi indispensabili per l’evoluzione del nostro Paese.
In particolare, ho scelto la fondazione ANT per accrescere molteplici valori di vita, tra cui quelli di solidarietà ed utilità sociale, valori che mi consentiranno di fornire la migliore assistenza possibile ai pazienti oncologici.
Aurora Giovanna Ruffo

 


 

Ho scelto il servizio civile perché penso che la cooperazione sia matrice comune di solidarietà. Una vera e propria formazione sociale che mi sta insegnando a gestire in maniera celere ed organizzata, tutte le richieste pervenute in ufficio. Al contempo, il contatto diretto con le persone conosciute presso la sede Charity della fondazione, arricchisce giorno dopo giorno questa esperienza. È un’occasione per crescere umanamente, per conoscere realtà differenti e soprattutto per comprendere che l’inclusione sociale è alla base di una vita dignitosa.
Denise Abatematteo


 

Il periodo che sto trascorrendo all’ANT, grazie al Servizio Civile, è uno stimolo continuo per il mio percorso di crescita personale e professionale. Sto imparando l’importanza di aiutare il prossimo soprattutto in questo momento di pandemia, in cui chi soffre deve essere tutelato maggiormente evitando le ospedalizzazioni. 
Gianfranco Sigrisi


 

Come racchiudere con una sola parola l’esperienza nell’ambito del servizio civile? Crescita. Sì, perché il contatto quotidiano con professionisti del campo medico ed
amministrativo ha permesso di maturare una crescita di tipo professionale. Ascoltare le esperienze di chi, con grande forza d’animo, decide di assistere i propri cari ammalati fino alla fine, invece, ha evidenziato il profondo lato sociale e umano di questo percorso, garantendo crescita umana. Ultimo, ma non per importanza, il lavoro in team che si è rivelato piacevole ed al tempo stesso proficuo. 
Gianmarco Di Carlo


 

Grazie alla mia esperienza in ANT, sto superando il mio periodo di lutto aiutando il prossimo come la Fondazione ha fatto con me precedentemente. Una boccata d’aria fresca soprattutto in questo periodo di grave emergenza mondiale. Questo periodo di volontariato con il Servizio Civile è una vera e propria manna dal cielo. Mi sento vicina alle persone che stanno affrontando la mia stessa esperienza e per questo ringrazio di avermi accolta a braccia aperte come una seconda famiglia.

Giovanna Binetti

 


 

Ho sceso e salito almeno un milione di scale,
insegna il caro Montale
e il Servizio Civile, per me, ha avuto un gran finale.
Sorrisi, impegno e collaborazione,
sono stati una necessaria condizione.
Presso un Museo io ho fatto esperienza,
ma badate bene,
esso non era a Vicenza.
Statue, libri e quadri il mio pane quotidiano,
c’era proprio tutto, tranne un capitano.
Un anno purtroppo è passato in fretta
e conservo tutto con amore,
mica è una barzelletta.
Dal mio cuore questa avventura non svanirà
e son sicuro che ciascun volontario non la dimenticherà.
Il Servizio Civile è una scelta volontaria
e anche tanto straordinaria.
Difendi la Patria, promuovi la pace
sono convinto che ne sei capace.
Aiuta il Paese e la tua comunità,
metti in campo le tue qualità.
Il sottoscritto consiglia questo percorso,
e mi raccomando…senza rimorso!
Marco Nardelli
(Volontario SCU nel 2019 c/o Comune di Putignano, BA)

 


 

Ho scelto di partecipare al Servizio Civile per ampliare le mie conoscenze grazie alla formazione di questo percorso, sviluppando sul campo nuove competenze sociali e professionali.
Marilisa Lattanzio

 


 

Questi nonnini
Son molto carini.
Nel convento stanno
e molti amici hanno.
Si tengono compagnia
ma soffrono anche di gelosia.
Marianna è molto elegante
e si improvvisa cantante.
Si vogliono tutti bene
perché stanno sempre insieme.
Erica Maria

 


 

Il servizio civile per me è un modo per conoscere il mondo, ed un modo per conoscere me stessa.
Rossella Zazzera

 


 

Ho scelto di fare il Servizio Civile perché sono convinta che mi permetterà di acquisire le competenze necessarie per crescere e maturare da un punto di vista personale, per confrontarmi con gli altri e per permettermi di ampliare le conoscenze culturali e sociali, le capacità comunicative e le visioni del mondo.
Sara Ciavarella

 


 

Con i nonni ci siamo divertiti
trascorrendo giorni miti;
a carte abbiamo giocato
e con gioia chiacchierato.
In ascolto ci siamo messi
e i ricordi sono emersi.
E’ un progetto travolgente,
e anche molto divertente.
Se un aiuto a loro diamo,
più felici li rendiamo!
E’ per me un bel momento
e per questo son contento.
Tra qualche giorno li lasceremo
ma, se vorremo, ritorneremo
per far loro compagnia
e donare un po’ d’allegria.
Giovanni

 


 

Ho scelto il servizio civile perché è un’esperienza formativa sia dal punto di vista umano che lavorativo. Con Ant infatti ho l’opportunità di lavorare in ufficio e quindi di accogliere ed elaborare le richieste assistenziali, e di organizzare e gestire il charity point della fondazione utile alla raccolta fondi.
Serena Coppola


 

Sono entrata nel salone. Le nonne erano tutte sedute intorno ai tavoli e i piccoli le
ascoltavano. Una nonnina si è alzata in piedi, gesticolando affettuosamente.
Ho esitato un attimo … Chi voleva di noi? Stava salutando o stava chiamando?
Non capivo. Mi sono avvicinata e tutto mi è stato chiaro: la sua sedia toccava la
parete, due poltrone, una a destra e l’altra a sinistra, le impedivano i movimenti; le
due vecchine che stavano sedute non potevano alzarsi.
Ho spostato lentamente la sedia occupata, ho offerto a Giuseppina le mie mani ed ella
ha potuto avvicinarsi a me; mi ha guardata sorridendo ed ha esclamato: “Volevo darti
un bacio!”
Non la conoscevo, non mi conosceva.
L’ho abbracciata e la tenerezza del suo sguardo è penetrata nel mio cuore.
Mi sono sentita leggera e libera … come un aquilone.
Mariella